SONO LA INDEX
Perdita definitiva
Perdita definitivaPer perdita definitiva relativa ad una cauzione si intende l’atto con il quale, a seguito di un sinistro e a seguito di tutte le procedure legali da parte del beneficiario nei confronti del contraente della fideiussione, avviene il pagamento dell’ammontare previsto da rimborsare al beneficiario.
La perdita definitiva può essere considerata una particolare caratteristica di una polizza assicurativa.
Le condizioni che prevedono la perdita definitiva della fideiussione presuppongono che, per ottenere l’escussione della fideiussione, sia necessario avviare un procedimento mediante il quale si certifichi l’effettiva inottemperanza del soggetto contraente nei confronti del soggetto beneficiario in merito agli impegni definiti al momento della stipula della cauzione, e per i quali la fideiussione risulta attiva.
La polizza fideiussoria con caratteristica a perdita definitiva si contrappone alla fideiussione a prima richiesta. Quest’ultima, infatti, prevede il pagamento dell’inadempienza senza poter muovere obiezioni ed eventualmente, in un secondo momento, si potrà verificare l’effettiva mancanza da parte del contraente.
La polizza a perdita definitiva, invece, ammette un’attenta analisi per verificare la presunta situazione di inadempienza prima di avviare il processo di rimborso del beneficiario.
Premio
PremioPer premio, riferendosi all’ambito assicurativo, definiamo l’esborso economico che il cliente di una compagnia assicurativa è tenuto a pagare per ottenere la copertura assicurativa richiesta, mediante polizza assicurativa, polizza fideiussoria o cauzione assicurativa.
Il calcolo del premio di una fideiussione è difficile da definire parlando genericamente, in quanto le tipologie di fideiussione sono molto ampie ed il rischio percepito per la copertura assicurativa molto vario, a seconda dell’assicurazione richiesta.
Il premio di una polizza fideiussoria, e quindi il costo per il cliente, è calcolato applicando un tasso di rischio in percentuale al costo medio della polizza, alla possibilità che la persona assicurata ha di incorrere in un sinistro.
La normativa sulle compagnia fidejubente, dispone che persone differenti possano vedersi applicati premi differenti, ciò a seconda di una serie di variabili: difatti, spesso accade che persone con stili di vita, usi, abitudini e mestieri diversi abbiano probabilità disuguali di causare o essere vittime di sinistri. È quindi comprensibile che l’esborso economico sia differente ed equo al rischio percepito.
Oltre a ciò, il premio assicurativo è determinato da altri fattori quali:
- tipologia della fideiussione;
- oggetto della fideiussione;
- tasso applicato;
- durata della fideiussione;
- massimale garantito.
Per massimale garantito definiamo l’importo massimo assicurato dalla fideiussione che il beneficiario della polizza potrà incassare.
È comune che il pagamento del premio assicurativo possa essere dilazionato in rate periodiche anziché pagato in un’unica rata annuale.
Quasi tutte le agenzie assicurative dispongono per la scelta del tipo di pagamento, se unico o frazionato, ma questo sta alle politiche interne dell’agenzia assicurativa.
Rischio assicurativo
Rischio assicurativoCon il termine rischio assicurativo si definisce la valutazione della possibilità che una circostanza o evento conduca il sottoscrivente la polizza assicurativa ad un danno economico con conseguente obbligo di risarcimento da parte della compagnia assicurativa.
Ovviamente questa garanzia e copertura di eventuali danni subiti non risulta essere applicabile a tutti i casi: la valutazione del rischio assicurativo prevede un risarcimento in caso di incidente soltanto se questo si è verificato dopo la sottoscrizione del contratto, oppure in caso di danno quantificabile e dunque corrispondente ad un preciso importo rimborsabile o, in un’ultima analisi, si prevede un rimborso anche in caso di incidenti non prevedibili dal conducente, che non è in grado di conoscere luogo e ora del danneggiamento.
Al concetto di rischio assicurativo è strettamente legato il premio della polizza assicurativa: infatti dall’attestazione dello stato di rischio viene determinato anche l’ammontare del pagamento, semestrale o annuale, del premio assicurativo.
La valutazione del concetto di rischio assicurativo e, dunque, la determinazione del premio della polizza possono incorrere in parametri di valutazione alquanto diversificati tra nord e sud: per la definizione dello stato di rischio infatti si considera la residenza del conducente e la si combina come parametro alla classe bonus/malus.
A parità di numero di incidenti la valutazione di rischio assicurativo condurrà alla determinazione di un premio assicurativo molto più alto per chi risiede in zone ad alta percentuale di sinistri.
In caso di passaggio da una compagnia assicurativa all’altra, si dovrà richiedere alla vecchia assicurazione l’attestato di rischio da consegnare alla nuova e, in caso di impossibilità di ritiro, deve essere spedito entro 30 giorni al richiedente.
L’attestato permetterà, dunque, il passaggio alla nuova compagnia assicurativa senza alcuna variazione nella propria classe di merito e permetterà alla nuova compagnia assicurativa di avere tutte le informazioni relative al numero di sinistri dell’assicurato negli ultimi cinque anni, ma anche tutte le informazioni relative al precedente contratto.
Evoluzione normativa sugli appalti
Evoluzione normativa sugli appalti
Premessa circa l’evoluzione della normativa sugli appalti
La materia degli appalti ha un sistema normativo complesso e articolato che si è sviluppato nel tempo e su cui è utile fare una breve premessa.
È del 1865 la prima legge sulle opere pubbliche (Legge 20 marzo 1865, n. 2248) e successivamente a questa prima regolamentazione si sono aggiunti un gran numero di leggi e decreti che hanno frammentato la materia, ingenerando incertezze fra i soggetti e gli operatori interessati al settore appalti a causa di un quadro normativo completamente disarticolato. Non di meno ha complicato la situazione l’obbligo di adeguamento per l’Italia alle norme del diritto comunitario dovendosi coordinare la normativa nazionale con quella comunitaria.
Obiettivo del legislatore nel lavoro di riforma è stato quello di rifondare l’intero sistema normativo per dare nell’ambito della normativa statale “la definizione di una normativa unitaria ed omogenea”, in armonia, sul piano territoriale, con le varie legislazioni regionali senza tuttavia disattendere le direttive comunitarie via via da recepire.
Da queste premesse nasce la legge quadro sui lavori pubblici, legge 109/1994, meglio conosciuta come legge Merloni. La legge 109/1994, varata dopo un non facile iter preparatorio, costituisce un complesso normativo organico chiamato “ordinamento generale in materia di lavori pubblici” che però subisce, nel corso della sua travagliata esistenza, numerose modifiche e integrazioni.
Occorre citare altre leggi di riforma del settore appalti che hanno rappresentato un importante riferimento: il DM 145/2000 ha introdotto il nuovo capitolato generale d’appalto e il DPR 34/2000 ha definito il sistema di qualificazione delle imprese e altre normative di carattere tecnico.

La nuova normativa e il Testo Unico sui Contratti
Nel 2004 l’Unione Europea emana la direttiva 2004/18/CE (abrogata dalla nuova direttiva 2014/24/UE) che riunisce le procedure per l’aggiudicazione degli appalti nei tre settori dei lavori, dei servizi e delle forniture quale obiettivo di semplificazione e snellimento delle procedure. È proprio con il D.Lgs. 163/2006, il cosiddetto “Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture“, che vengono recepite nell’ordinamento italiano le direttive europee.
Il Codice dei contratti pubblici ha rappresentato una ventata di novità nel settore dando l’occasione al legislatore italiano di apportare una revisione completa del quadro normativo sui lavori pubblici. Il nuovo decreto diventa quindi il nuovo testo unico per il settore delle costruzioni e per questo motivo può essere considerato un che di compendio legislativo che ingloba le norme precedenti a partire dalla legge 109/1994 e s.m.i. Il codice dei contratti disciplina la materia in tema di appalti per lavori opere, forniture e servizi pubblici, e in generale la materia delle opere pubbliche.
Al decreto sono state apportate varie modifiche con i seguenti provvedimenti legislativi:
- D. L. 12.05.2006 n. 173 convertito nella L. 12.07.2006 n. 228;
- D. L. 04.07.2006 n. 223 convertito nella L. 04.08.2006 n. 248;
- L. 27.12.2006 n. 296 (legge finanziaria 2007);
- D.Lgs. 26.01.2007 n. 6; D.Lgs. 31.07.2007 n. 113;
- L. 03.08.2007 n. 123; Regolamento (CE) del 04.12.2007 n. 1422.
Dopo l’entrata in vigore del D.P.R. 207/2010, che apporta alcune novità sulle procedure e sui ruoli degli operatori, il quadro normativo in materia di appalti si è finalmente completato permettendo l’attuazione alle norme del Codice che con il solo testo unico erano rimaste in stand by. Il nuovo regolamento abroga le precedenti normative in materia di appalti e quindi il D.P.R. 554/1999, il D.P.R. 34/2000 e gran parte del D.M. 145/2000.
Il Codice dei Contratti e il suo Regolamento, sebbene siano in continua evoluzione, costituiscono oggi il riferimento procedurale per quanto riguarda qualsiasi tipo di contratto pubblico di lavori, servizi e forniture.
Sulla scorta della necessità di un processo evolutivo delle disposizioni in tema di pubblici appalti, nel gennaio del 2014, l’Unione Europea ha emanato la nuova direttiva 2014/24/UE (che abroga la 2004/18/CE) in vigore dal 17 aprile 2014; a partire da tale data gli Stati membri avranno 24 mesi per trasporre le disposizioni delle nuove norme nel diritto nazionale.
Le novità contenute nella nuova direttiva sono volte a garantire, fra l’altro, un rapporto prezzo-qualità migliore, disposizioni più severe nel campo del subappalto e in materia offerte “anormalmente basse”, nonché l’accentuata preminenza dell’offerta economicamente più vantaggiosa rispetto al criterio del massimo ribasso.
Reperire informazioni sui bandi di gara per appalti
Reperire informazioni sui bandi di gara per appalti
La materia degli appalti è ostica anche per chi è del settore, motivo per cui può essere utile avere una guida con informazioni semplici ma precise su come orientarsi nel reperimento di informazioni sui bandi di gara per appalti pubblici.
Prima di fornire indicazioni e consigli sull’argomento è bene spiegare il significato di appalto pubblico. L’appalto pubblico è uno strumento giuridico di cui si avvale una pubblica amministrazione, o qualsiasi ente pubblico, per la realizzazione di opere ovvero l’acquisizione di beni o servizi che soddisfino le esigenze della collettività.
Un appalto per un’opera pubblica prevede la stipula di un contratto tra le parti con relativo corrispettivo in denaro. Al contratto farà capo un’amministrazione (committente) che si occuperà di gestire e monitorare l’esecuzione dell’appalto e un’impresa che avrà il compito di eseguire l’opera ovvero di erogare il servizio o la fornitura.
Per la realizzazione delle opere ovvero per l’acquisizione di beni e sevizi è necessario indire delle gare d’appalto volte, nel rispetto dei principi sulla concorrenza, ad attuare trasparenza e meritocrazia nella gestione pubblica del territorio. Le gare d’appalto permettono all’operatore economico, che dispone dei requisiti di ammissione, di partecipare alla selezione pubblica; una volta scelto il vincitore della gara, in base ai requisiti di aggiudicazione – stipulato il contratto – avrà inizio il lavoro, l’erogazione del servizio o della fornitura.
Ecco i metodi per trovare gare di appalto pubblico
Il metodo più semplice ma anche quello più veloce per trovare informazioni sui bandi di gara è sicuramente quello di controllare il sito della Regione in cui si ricercano tali bandi. Il sito istituzionale permette di reperire notizie specifiche e aggiornate su cui poi è possibile fare una scrematura di ciò che interessa.
In Italia però esistono circa 32.000 stazioni appaltanti e per questo motivo è necessario trovare metodi più efficienti ed efficaci. Il nostro servizio appalti ti permette di ricercare e ricevere tutti i giorni via email i bandi di tuo interesse, nella tua zona e per le caratteristiche di gara che preferisci.

Facciamo un esempio pratico: sito della Regione Sardegna
Se avete necessità d’informazioni sui bandi di gara per gli appalti pubblici del territorio sardo tramite il sito della Regione Autonoma della Sardegna potrete canalizzare ogni notizia sul territorio. Non bisogna essere esperti informatici ma è utile avere una buona conoscenza sulla navigazione dei siti istituzionali. In questo caso specifico, andate nella homepage del sito della Regione Sardegna e cliccate sul bottone servizi che trovate nel menù a tendina in alto.
Dopodiché nel menù Alle Imprese così come in Altri soggetti esterni troverete il bottone bandi e gare in cui vi è un database sugli appalti pubblici degli enti locali sardi. In questa pagina potrete verificare la cronologia dei vari bandi, sapere quali sono quelli ancora in corso e quindi non ancora scaduti ma anche fare una ricerca attraverso un bando specifico su cui vi interessa avere informazioni dettagliate.
Prima di consultare qualsiasi sito è bene non navigare alla cieca ma al contrario imparare a conoscere il sito della Regione su cui volete ricevere notizie. Anche se i siti degli enti pubblici per la maggior parte dei casi hanno una buona usabilità, per il lettore di notizie è importante conoscere dove cercare.
Altro modo per trovare informazioni sui bandi di gara per gli appalti è quello di cercare le informazioni non per territorio di riferimento, ma per tematica. Ci sono, infatti, molti portali che si occupano di questo settore.
Un ulteriore sistema per trovare informazioni, sicuramente il metodo un pò più lungo, è quello di rivolgersi alle società di servizi del territorio che vi riguarda. Queste società gestiscono eventi culturali, fanno capo alle associazioni commerciali ed imprenditoriali del territorio, sono informate sulle opere pubbliche e sui fondi stanziabili nel paese in cui operano. Entrare in contatto con loro vi aiuterà ad essere sempre aggiornati sui bandi pubblici e a non farvi sfuggire la minima informazione utile.
Gli appalti pubblici: cosa sono e come vengono disciplinati
Gli appalti pubblici: cosa sono e come vengono disciplinatiNell’ordinamento italiano il contratto d’appalto è disciplinato dagli artt. 1655 e seguenti del Codice civile che parlano di appalto come:
“Contratto con il quale una parte assume con organizzazione di mezzi necessari e gestione a proprio rischio il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro.”
La disciplina è integrata dal D.Lgs 163/2006, il Codice dei Contratti pubblici e dal suo regolamento d’esecuzione e attuazione, il D.P.R. 207/2010.
La definizione di appalto pubblico si trova nell’art. 3 comma 6 del D.Lgs. 163/2006, e contenuta nell’art. 1, comma 1, lettera a) della direttiva 2004/18/CE (abrogata dalla direttiva 2014/24 UE).
Tale direttiva definiva gli appalti pubblici come:
“Contratti a titolo oneroso, stipulati per iscritto tra una stazione appaltante o un ente aggiudicatore e uno o più operatori economici, aventi per oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti, la prestazione di servizi come definiti dal presente codice”.
Per fare una panoramica sull’argomento relativo agli appalti bisogna partire dalle tre diverse tipologie di appalti e da come si differenziano secondo la legge.

Le principali tipologie di appalti pubblici
Gli appalti pubblici possono essere, infatti, di lavori, di forniture o di servizi.
Tali differenze sono definite nell’art. 3, commi 7, 9 e 10, del D.Lgs. 163/2006 che recepisce le corrispondenti definizioni contenute nell’art. 1, comma 2, lettere b), c) e d) della direttiva 2004/18/CE.
- Appalti pubblici di lavori hanno per oggetto l’esecuzione o la progettazione esecutiva sui lavori o opere rientranti nell’allegato I del D.Lgs. 163/2006, “di un’opera rispondente alle esigenze specificate dalla stazione appaltante o dall’ente aggiudicatore.” Nell’allegato si definiscono come lavori le attività di costruzione, demolizione, recupero, ristrutturazione, restauro e manutenzione di opere.
- Appalti pubblici di forniture hanno per oggetto l’acquisto, la locazione finanziaria, la locazione o l’acquisto a riscatto, con o senza opzione per l’acquisto, di prodotti.
- Appalti pubblici di servizi, diversi dagli appalti pubblici di lavori o di forniture, sono definiti dall’allegato II del D.Lgs. 163/2006.
La classificazione degli appalti
Per conoscere il tema degli appalti è importante distinguere tra le diverse classi:
- Appalti a corpo: vi è una somma fissa e invariabile da riconoscere all’appaltatore che definisce un forfait di liquidazione dell’opera riferendosi all’opera stessa nella sua totalità e indipendentemente dall’effettiva quantità realizzata (Gli appalti a corpo possono essere stipulati per qualsiasi opera e sono molto comuni visto il minimo rischio per l’ente appaltante).
- Appalto a misura: il contratto ha un prezzo variabile in cui il corrispettivo ha una valutazione in base alle quantità del lavoro realizzato e dell’unità di misura del lavoro terminato (Negli appalti a misura, i rischi che riguardano l’ente appaltante hanno una soglia di stipula che va considerata per lavori inferiori a 500.000,00 euro).
- Appalto misto a corpo e misura: è una tipologia ibrida in cui alcuni lavori sono a corpo e altri sono espressi a misura.
- Appalto in economia: in questo caso il corrispettivo viene valutato in base ad un calcolo dei materiali impiegati e della manodopera degli operai in funzione alle ore di lavoro (Questa tipologia vale solo per determinati tipi di interventi).
La tua azienda lavora attraverso gare d’appalto e ogni volta devi mettere assieme i documenti in fretta e furia per ottenere una Cauzione provvisoria?
Registrati Gratuitamente e ottieni in 59 secondi il tuo affidamento.

L’assegnazione degli appalti pubblici e le procedure di assegnazione
L’appalto per una specifica opera viene affidato in relazione a vari fattori.
Chi li valuta e chi quindi prende una decisione?
Il responsabile del procedimento amministrativo.
Si appalta un’opera in base alle procedure di appalto che possono essere:
- Procedura aperta (Gara D’appalto e/o Pubblico incanto): gli operatori economici interessati possono liberamente partecipare inviando un’offerta senza alcuna selezione da parte dell’ente pubblico appaltante. Si fa una valutazione dei requisiti di partecipazione (economici e tecnico organizzativi) richiesti dal bando di gara dopo l’apertura delle buste per la selezione e, successivamente, in virtù dei requisiti di aggiudicazione, si determina la vittoria del concorrente in base al prezzo più basso o all’offerta economicamente più vantaggiosa.
- Procedura ristretta (Licitazione privata): si suddivide in più fasi temporali: l’invito, la presentazione, la valutazione delle candidature, l’assegnazione. Inizialmente si controllano i requisiti di partecipazione alla gara e successivamente la stazione appaltante invita le ditte a presentare l’offerta. In questo caso esse vengono invitate a partecipare alla fase di pubblicazione del bando di gara.
- Procedura negoziata (Trattativa privata): è una procedura che si applica solo in determinati casi e che permette alla Pubblica Amministrazione appaltante di invitare i concorrenti alla gara d’appalto, sceglierli direttamente e contrattare i termini per realizzare l’opera con i suoi possibili appaltatori.
Tasso fideiussione
Tasso fideiussionePer definire cos’è il tasso di una fideiussione è necessario ricordare cos’è la polizza fideiussoria, ovvero un contratto stipulato come garanzia in sede di cauzione. Può essere costituita da contanti o titoli di Stato ed è comunemente emessa da compagnie assicurative, istituti bancari o enti finanziari iscritti all’apposito albo.
Tra le varie voci utilizzate per determinare il costo della polizza fideiussoria, vi è il tasso della fideiussione.
Questo rappresenta il grado di rischiosità che l’ente emittente valuta in relazione alla natura del sottostante da garantire (una gara d’appalto, la rateazione di oneri di urbanizzazione, il pagamento di una fornitura, solo per fare alcuni esempi) e alla solidità del soggetto per il quale viene prestata la garanzia.
Ulteriori elementi discriminanti per il tasso da applicare sono la somma da garantire, che rappresenta la massima esposizione cui fa fronte l’emittente, la presenza di coobbligazioni personali, che tendono a far diminuire il rischio che l’emittente sostiene, e la durata della fideiussione.
Il tasso della fideiussione viene spesso espresso come tasso annuale e, pertanto, deve essere utilizzato come fattore moltiplicativo della durata del contratto fideiussorio.
Il valore percentuale così generato andrà a moltiplicare la somma garantita dal contratto per ottenere, infine, il premio di polizza. La formula, quindi, è la seguente:
importo garantito dalla fideiussione X tasso annuo X durata della garanzia
Il premio assicurativo potrebbe essere aumentato da costi di istruttoria richiesti dall’emittente stesso o dall’intermediario che ha gestito la pratica per conto del fideiussore. Ad esempio i Confidi, società finanziarie regolarmente autorizzate alla gestione di contratti fideiussori, richiedono il pagamento di una sorta di costo associativo “una tantum” in aggiunta al premio.
I migliori tassi per le fideiussioni, a parità di caratteristiche, sono in possesso delle Compagnie Assicurative, che comunque svolgono accurate analisi sulla patrimonialità e la solidità economica del proprio cliente prima di esprimere la sua affidabilità tramite indici di rischio che sono, appunto, i tassi delle fideiussioni.
Le gare d’appalto pubbliche
Le gare d’appalto pubblichePer realizzare delle opere pubbliche e per l’acquisizione di beni o servizi da parte della Pubblica Amministrazione è necessario indire delle gare d’appalto che permettano una gestione pubblica del territorio improntata sul rispetto della trasparenza, della concorrenza e della meritocrazia tra i vari operatori economici partecipanti.
La gara di appalto è quindi uno strumento che evidenzia il bisogno per una Pubblica Amministrazione di acquistare servizi, lavori pubblici ma anche merci da parte di aziende del servizio pubblico.
Questa procedura amministrativa prende forma con i bandi pubblici:
- Le imprese interessate – dotate dei requisiti di ammissione richiesti – partecipano alla selezione per eseguire forniture ovvero lavori di interesse pubblico con le caratteristiche indicate nel bando;
- il vincitore della gara – la cui offerta è risultata in linea con i requisiti di aggiudicazione – potrà stipulare il contratto di appalto e occuparsi dell’esecuzione del contratto stesso.
Il procedimento, che si attua attraverso varie fasi, è disciplinato dall’art. 11 del Codice degli Appalti (D.Lgs. 163/2006).

Procedure per la partecipazione a un bando di gara per lavori pubblici
Come partecipare alle gare di appalto pubbliche?
Vediamo passo passo quali procedure compongono una bando di gara pubblica e cosa è richiesto per la partecipazione.
Pubblicazione del bando di gara
I bandi di gara sono predisposti dalle stazioni appaltanti sulla base di modelli (bandi – tipo) approvati dall’Autorità, previo parere del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sentite le categorie professionali interessate.
Chi possono essere le stazioni appaltanti che indicono il bando?
Per quanto riguarda la pubblicazione del bando esso può essere indetto da enti pubblici quali autorità locali, organismi di diritto pubblico, governi, la stessa Unione Europea e le organizzazioni internazionali, le aziende che operano nei settori speciali.
Chi partecipa a un bando d’appalto?
Al procedimento concorsuale possono partecipare le imprese interessate, dotate dei requisiti richiesti dal bando di gara, presentando idonea e esplicita domanda.
A questo proposito si guardi la parte relativa i soggetti ammessi a partecipare ai bandi di gara (imprese individuali, società commerciali, società cooperative, consorzi stabili, raggruppamenti temporanei di imprese), disciplinata dall’art. 45 del Codice dei Contratti.
Ricezione delle offerte
Nella prima fase, nell’ambito della ricezione delle offerte entro il termine indicato dal bando:
- Ai fini del controllo sul possesso dei requisiti si aprono le buste ricevute e si controlla la documentazione amministrativa per la verifica del possesso dei requisiti richiesti e la successiva ammissione delle imprese alla gara di appalto;
- in tema di controlli, le Stazioni appaltanti prima di procedere all’apertura delle buste delle offerte presentate, richiedono ad un numero di offerenti non inferiore al 10% delle offerte presentate, scelti con sorteggio pubblico, di comprovare entro 10 giorni dalla data della richiesta stessa, il possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa presentando la documentazione indicata nel bando. Le stazioni appaltanti, in sede di controllo, verificano il possesso del requisito di qualificazione (nell’ambito dell’esecuzione di lavori). Quando tale prova non viene fornita, ovvero non si confermano le dichiarazioni contenute nella domanda di partecipazione o nell’offerta, le Stazioni appaltanti escludono il concorrente dalla gara.
Si ricorda che per la partecipazione ad una gara d’appalto devono quindi essere rispettati dei requisiti di ordine generale e dei requisiti di ordine speciale.
Cosa sono?
I requisiti di ordine generale (es. non assoggettabilità allo stato di fallimento) sono elencati nell’art. 38 del codice degli appalti (D.Lgs. 163/2006) e sono richiesti per partecipare a tutte le gare per pubblici appalti.
I requisiti di ordine speciale sono distinti in due principali tipologie:
- Requisiti di capacità economico finanziaria (art. 41 D.Lgs. 163/2006);
- requisiti di capacità tecnico professionale (art. 42 D.Lgs. 163/2006).
La verifica di questi requisiti spetta a delle società di attestazione specifiche, le cosiddette Società Organismi di Attestazione (S.O.A.), autorizzate dall’Autorità di Vigilanza dei lavori pubblici quale garanzia per l’idoneità di un’impresa.
Le cauzioni e le fideiussioni nei bandi di gara pubblici
Per la partecipazione a una gara d’appalto pubblica sono spesso richieste delle fideiussioni o cauzioni. Le più diffuse sono la fideiussione assicurativa e quella bancaria e nello specifico potrebbe venire richiesta la Cauzione provvisoria.
In assenza di tale documento potrebbe non essere possibile partecipare al bando pubblico.
Se per lavoro partecipi a gare d’appalto pubbliche e sei sempre di fretta nel tentare di ottenere in tempo una Cauzione provvisoria,
prova il nostro sistema di affidamento rapido online:
è GRATUITO e bastano e-mail e partita IVA per il rilascio di un affidamento fino a 50.000 euro in 59 secondi.

Acquisizione della documentazione
Deve avvenire nei successivi 10 giorni, a pena di esclusione dalla gara.
Verifica della conformità della documentazione delle proposte
Si procede poi con una seconda fase in cui si valuta e determina la migliore offerta, ai fini della successiva individuazione, in via definitiva, dell’impresa aggiudicatrice e, decorso il termine stabilito dalla legge, si provvede alla stipula del contratto di appalto e all’avvio dell’esecuzione.
L’aggiudicazione di un appalto pubblico avviene secondo due modalità:
- in relazione al prezzo più basso: cioè nella misura inferiore rispetto a quello posto a base di gara;
- In relazione all’offerta economicamente più vantaggiosa, che riguarda sia i criteri economici sia quelli tecnici di valutazione dell’offerta (specificati nel bando con relativa ponderazione di essi) pertinenti alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche del contratto (prezzo, qualità, funzionalità, ecc.).
Aggiudicata la gara, come si è detto, si procede con la firma del contratto d’appalto per l’azienda vincitrice, detta appaltatrice.
Il tutto normalmente avviene dopo la stipula di una nuova fideiussione: la Cauzione definitiva.
Se intendi partecipare a una gara d’appalto e necessiti di una cauzione, chiedici gratuitamente un preventivo!
Qual è la durata fideiussione per rimborso IVA?
Qual è la durata fideiussione per rimborso IVA?La fideiussione per rimborso IVA è una polizza assicurativa utilizzata dal contribuente che fosse interessato a chiedere e ottenere il rimborso dell’IVA anticipata, qualora la sua posizione risultasse creditrice nei confronti del sistema fiscale italiano.
Come prima cosa è bene ricordare che l’amministrazione finanziaria prevede la possibilità di richiedere il rimborso dell’IVA anticipata sino a una soglia pari o superiore a 2582,28 euro, mentre l’ammontare massimo previsto è pari a 516.456,90 euro.
Una volta stipulata la cauzione, ci si potrebbe chiedere qual è la durata della fideiussione per il rimborso dell’IVAa. Ebbene, la durata di tali fideiussioni è pari a tre anni dal momento in cui avviene l’esecuzione del rimborso.
Al termine del suddetto periodo è necessario stipulare una nuova fideiussione in quanto la cauzione per il rimborso dell’IVA non prevede proroghe.
Per ottenere la fideiussione per il rimborso dell’IVA ci si può rivolgere sia alle agenzie assicurative, sia agli istituti di credito certificati dall’amministrazione finanziaria.
Il costo della fideiussione è calcolato al netto del 10% sul totale dell’ammontare totale versato durante il biennio precedente la data del rimborso.
L’iter burocratico per la richiesta di rimborso IVA prevede la compilazione del modello VR della dichiarazione annuale IVA.
Il termine ultimo per la presentazione della richiesta di rimborso va dal primo febbraio dell’anno successivo al periodo in questione, sino alla data ultima utile per la presentazione della dichiarazione del medesimo periodo, normalmente attribuita al 30 settembre.
Quanto tempo ci vuole per ottenere una cauzione o fideiussione?
Quanto tempo ci vuole per ottenere una cauzione o fideiussione?Le tempistiche di emissione di una fideiussione dipendono da diversi fattori:
- il soggetto al quale richiedete la garanzia (banca, compagnia assicurativa, istituti finanziari);
- il soggetto richiedente (privato o impresa);
- la tipologia della fideiussione richiesta (fideiussione per stranieri, fideiussione per affitto, cauzione provvisoria o cauzione definitiva, ecc).
Ed infine fattore da non trascurare è se la richiesta viene effettuata on line o metodo tradizionale (presso la sede dell’istituto).
Le tempistiche saranno sicuramente brevi, parliamo di qualche giorno, se la richiesta viene effettuata da un privato tramite web. Infatti, la maggior parte degli istituti emettono fideiussioni per privati in tempi rapidissimi, purché la documentazione da produrre (documento di identità in corso di validità, copia codice fiscale, dichiarazione redditi, ultime buste paghe) sia corretta e venga inviata alla compagnia velocemente.
Fra la fideiussione bancaria ed assicurativa, sicuramente quest’ultima risulta essere di più veloce emissione in quanto nel primo caso l’istituto bancario richiede il vincolo di somme di denaro, che spesso il privato non dispone, prolungando di conseguenza le tempistiche di emissione.
Per quanto riguarda le imprese, l’operazione può richiedere da qualche giorno a settimane in quanto le verifiche da effettuare sono diverse, in particolare la solidità economico-finanziaria del soggetto richiedente. Questo perché le imprese, ad esempio quelle edili, richiedono l’emissione di fideiussioni per partecipare a gare d’appalto o per realizzare un’opera. Essendo queste operazioni complesse ed avendo spesso come soggetto beneficiario della fideiussione la Pubblica Amministrazione, le verifiche e la documentazione devono essere effettuate nei minimi dettagli per evitare spiacevoli inconvenienti al cliente, quali:
- la mancata accettazione da parte della PA della cauzione in quanto non conforme;
- la perdita della possibilità di accesso alla gara d’appalto.
Per ottenere una fideiussione in tempi rapidi è quindi di fondamentale importanza fornire alla compagnia tutte le informazioni e documentazione richiesta in maniera corretta.