Bioedilizia


La Bioedilizia: il futuro nel settore delle costruzioni

Uno dei temi portanti dell’attualità è il concetto di “impatto zero”, ovvero la capacità (e la necessità) di non alterare il bilancio naturale di anidride carbonica, metano o altri gas inquinanti e ad effetto serra nel sistema ambientale. Nel quadro globale della nostra esistenza quotidiana non si può non considerare che anche i criteri secondo i quali sono costruite le nostre abitazioni devono garantire la capacità di non incidere negativamente sull’ambiente circostante. Occorre, dunque, che anche tutto ciò che concorre alla strutturazione di un edificio (arredi strutturali interni, locali di abitazione, ecc) sia necessariamente ad impatto zero. Pertanto, dal momento che ogni singola costruzione può riscontrare la presenza di agenti inquinanti, si comprende l’importanza fondamentale di dare ampio credito alla cosiddetta “bioedilizia”.

Per bioedilizia si intende la potenziale capacità di costruire immobili garantendo il rispetto dell’ambiente e della salute dell’individuo – nonché un considerevole risparmio energetico – attraverso l’utilizzo di materiali eco compatibili allo scopo di ridurre i consumi delle energie non rinnovabili diminuendo, così, il rischio di compromettere la salute degli individui e la stabilità dell’ecosistema.

Il rinnovamento secondo criteri ecosostenibili

Il ben noto caso dell’amianto può essere un esempio lampante di cosa può voler dire prestare significativa attenzione all’utilizzo di particolari materiali nel campo dell’edilizia. Trovandoci, ormai, in una situazione storica in cui non è più così difficile usufruire di adeguate tecnologie di fabbricazione (sia da un punto di vista logistico che economico), risulta obbligatorio aggiornare e rinnovare il patrimonio edilizio italiano secondo i criteri ecosostenibili.

Sulla base degli esempi forniti da altri paesi europei (Belgio, Spagna, Germania), anche l’Italia deve necessariamente favorire la bioedilizia attraverso provvedimenti governativi che ne favoriscano lo sviluppo attraverso incentivi fiscali e sostegni alla ricerca scientifica. Così facendo sarà possibile far fronte all’eccessivo sfruttamento di risorse ambientali e alla massiccia produzione di rifiuti difficili da smaltire con evidenti conseguenze in ambito di inquinamento ambientale.

Nuovi criteri costruttivi

Le fondamenta per una salvifica edilizia eco sostenibile risiedono, dunque, nell’applicazione di particolari e specifici criteri costruttivi. Per quanto riguarda i materiali utilizzati in una corretta bioedilizia, ad esempio, tra questi rientrano il sughero (la cui raccolta non provoca danni all’ambiente) o le fibre di legno e cocco per la realizzazione di tetti e pareti (materiali tradizionali precedentemente soppiantati ma reintegrati con rinnovati standard qualitativi), così come il vetro cellulare per l’isolamento termico.

Si tratta di materiali perfettamente riciclabili e riutilizzabili – come anche le vernici naturali per la tinteggiatura sia esterna che interna – che non faticano affatto a coesistere con collettori solari dotati di pompa di circolazione o serbatoi integrati a circolazione naturale per un’adeguata produzione di acqua calda sanitaria prontamente risparmiata attraverso riduttori di flusso per rubinetti o appositi sistemi di raccolta, depurazione, sterilizzazione e reimpiego di acque di scarico o piovane. Per la produzione di energia elettrica sono perfettamente utilizzabili pannelli solari o impianti eolici.

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