La Fideiussione per rimborso IVA è una garanzia fideiussoria richiesta dall’Amministrazione Finanziaria al contribuente che richiede il rimborso del credito IVA.

Se infatti la tua azienda ha maturato un credito verso lo Stato può richiedere il rimborso relativo a esso; l’Amministrazione Finanziaria però ti chiederà una fideiussione che la tuteli nel caso in cui la richiesta risultasse illegittima in una fase di controllo successiva al rimborso.

Dovrai dunque ottenere questa polizza fideiussoria da un ente autorizzato per poi poter portare avanti le tue richieste.

Fideiussione per rimborso IVA: cos’è e cosa copre

Abbiamo detto che il contribuente che chiede il rimborso del credito IVA è tenuto a fornire, fino allo scadere dei termini per l’attività di controllo e verifica, una garanzia anche sotto forma di fidejussione assicurativa al fine di garantire quanto ricevuto nel caso in cui, a seguito di accertamento, lo stesso risultasse non dovuto in tutto o in parte.

In particolare la polizza fidejussoria in questione garantisce all’Amministrazione Finanziaria il pagamento delle somme riguardanti l’IVA compresi i relativi interessi, spese, sanzioni connesse, dovuti dal richiedente a seguito di atto notificato entro il periodo di validità della garanzia per:

  • Le eccedenze di imposta che risultino indebitamente rimborsate al richiedente relativamente all’anno in cui si riferisce la garanzia;
  • I crediti aventi lo stesso titolo (imposta sul valore aggiunto, compresi i relativi interessi, le spese e le sanzioni connesse) dell’Amministrazione nei confronti del richiedente relativi all’anno in cui si riferisce il rimborso nonché quelli precedenti maturati nel periodo di validità della garanzia.

Quali sono i documenti necessari?

Bene, ora sai cos’è la garanzia per il rimborso IVA e quando è necessaria, ma quali documenti devi presentare alla compagnia di assicurazioni per ottenerla?

Di seguito l’elenco di quello che hai bisogno:

  • Lettera dell’Agenzia delle Entrate e dichiarazione IVA, nel caso di rimborso annuale, inoltrata per via telematica;
  • istanza (nel caso di rimborso trimestrale);
  • modello Vr con lettera del Concessionario (Agente della riscossione) se il rimborso (inferiore a 700.000) viene richiesto tramite Conto Fiscale;
  • documenti, fatture di acquisto (almeno tre fatture di importo maggiore), rogiti atti ad inquadrare l’origine del credito;
  • la copia della richiesta con data di presentazione.

Inoltre, se hai una ditta individuale avrai bisogno di presentare:

  • La copia dell’ultimo modello unico;
  • la copia della carta di identità.

Se invece hai una Società i documenti necessari sono i seguenti:

  • La copia dell’atto costitutivo della Società;
  • la copia dell’ultimo bilancio aziendale;
  • il certificato camerale aggiornato;
  • la copia del modello unico di tutti i soci;
  • la copia della carta d’identità di tutti i soci;
  • la copia del documento d’identità del rappresentante legale.

Quanto costa la garanzia per il rimborso dell’IVA?

Quale può essere l’importo coperto da questa polizza? E il suo costo?

Per quanto riguarda l’importo massimo garantito per la fideiussione rimborso IVA, questo è riferito all’eccedenza sull’imposta chiesta a rimborso dal contribuente (quella indicata nell’apposito quadro del modello di dichiarazione IVA) comprensiva anche degli interessi dei tre anni successivi alla data di erogazione del rimborso.

Chi chiede il rimborso può anche scegliere di fare richiesta solo per una parte della somma che gli è dovuta.
In questo caso la restante parte può essere riportata in detrazione o in compensazione nell’anno successivo.

Abbiamo detto del massimale, e per quanto riguarda il premio invece?

Il premio è stabilito tenendo conto della:

  • Valenza patrimoniale del contribuente;
  • profittabilità storica di questo tipo di fideiussione in dipendenza di un particolare settore merceologico;
  • durata della fideiussione;
  • e dell’anno di maturazione del credito.
Banconote: la fideiussione rimborso IVA è necessaria per ricevere il credito maturato

La durata della Fideiussione rimborso IVA

Di solito la durata di questa garanzia corrisponde a un periodo standard: tre anni dalla data in cui il creditore ha ricevuto il rimborso.

Tuttavia gli avvisi di notifica e rettifica devono essere comunicati all’Amministrazione Finanziaria entro il 31 dicembre del quarto anno successivo alla dichiarazione.

Dunque il periodo normalmente coperto dalla garanzia oscilla tra i 3 e i 5 anni.

Escussione Fideiussione rimborso IVA

Nel caso in cui dopo un accertamento si dovesse scoprire che il richiedente del rimborso ha ricevuto indebitamente un versamento, questa somma sarà contestata tramite notifica dall’Ufficio delle Entrate.

Verrà quindi notificato l’atto amministrativo di contestazione al richiedente.

A questo punto il garante è tenuto a intervenire e a coprire l’ammontare totale dei versamenti contestati entro 60 giorni dalla ricezione della notifica effettuata da parte del richiedente.

Bisogna sapere che, con un’altra garanzia (Ricorso Iva), la notifica può essere contestata entro questi 60 giorni; in caso contrario tale contestazione sarà ritenuta inammissibile.

Quando viene richiesta la Fideiussione rimborso IVA?

La quota minima per la richiesta di rimborso

Innanzi tutto, se vuoi avanzare una richiesta di rimborso IVA all’Amministrazione Finanziaria il credito relativo sarà superiore a 2.582,28 euro.

In caso contrario infatti, se l’importo da rimborsare non supera questa cifra, non è possibile fare la richiesta di rimborso.

Vediamo ora quando è necessario o meno presentare una fideiussione rimborso IVA per ottenere il rimborso.

Quando la Fideiussione rimborso IVA non è necessaria?

Per i rimborsi inferiori ai 30.000 euro non è necessario presentare una polizza fideiussoria rimborso IVA.

Infatti, con l’art. 7, comma 32, del decreto legge 193/2016 modificato dalla legge 225 del 1 dicembre 2016, la soglia sotto cui è possibile presentare richiesta per il rimborso del credito IVA senza una fideiussione assicurativa è stata spostata a 30.000 euro.

Sopra questa soglia, sarà possibile costituire la garanzia fideiussoria con:

  • La presentazione di una dichiarazione da cui emerge il credito richiesto a rimborso munita del visto di conformità, o, se previsto, della sottoscrizione dell’organo di controllo;
  • una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che confermi la sussistenza di determinati requisiti, allegata alla dichiarazione di cui sopra.

Quando la Cauzione per il rimborso IVA è obbligatoria?

Se invece l’azienda vuole avanzare la richiesta di rimborso e non intende compensare il proprio credito IVA di imposta con altre tipologie di imposta o la rimanda all’anno successivo, sarà necessario presentare una fideiussione rimborso IVA per tutte le richieste superiori ai 30.000 euro.

Inoltre vi sono soggetti a cui l’Agenzia delle Entrate presta particolare attenzione e a cui richiede la fideiussione rimborso IVA obbligatoriamente.

Di seguito forniamo un elenco dei casi più comuni.

  • I contribuenti che esercitano un’attività d’impresa da meno di due anni (escluse le start-up innovative);
  • i contribuenti che presentano la dichiarazione o l’istanza priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa, o ancora non presentano la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  • i contribuenti che richiedono il rimborso dell’eccedenza detraibile risultante all’atto della cessazione dell’attività;
  • i contribuenti che nei due anni precedenti la richiesta di rimborso hanno ricevuto avvisi di accertamento o di rettifica, che evidenziano significativi scostamenti tra quanto accertato e quanto dichiarato.

Quindi, se la tua attività rientra in una di queste categorie ti sarà richiesta obbligatoriamente una garanzia per il rimborso dell’IVA.

Facciamo un breve riepilogo.
La fideiussione per il rimborso IVA è quindi ora obbligatoria solo per:

  • Somme di denaro superiori ai 30.000 euro richieste dai soggetti da cui l’Agenzia delle Entrate la pretende.

Cauzioni IVA: l’evoluzione della normativa

Abbiamo visto come la normativa che regola questo tipo di fideiussione assicurativa si è modificata più volte nel corso degli anni, specialmente riguardo l’ammontare della quota minima necessaria per richiedere il rimborso.

In precedenza la fideiussione era richiesta ogniqualvolta vi fosse una richiesta di rimborso, tranne per richieste inferiori ai 5164,57 euro.

Negli ultimi anni la legge che aveva stabilito questo obbligo, il D.P.R. n. 633 del 26 ottobre del 1972, è stata più volte rivista.

Con il decreto legge n. 175 del 2014, detto c.d. Decreto semplificazioni fiscali, si è introdotta la possibilità di chiedere il rimborso dell’IVA senza ricorrere a una garanzia fideiussoria per importi inferiori a 15.000 euro, e non più, come in precedenza, solamente per gli importi inferiori a 5164,57 euro.

Infine, dal 1 gennaio del 2018 la soglia per richiedere il rimborso senza fideiussione è stata alzata a 30.000 euro, con l’art. 7, comma 32, del il decreto legge n. 193 del 2016 modificato dalla legge 225 del 1 dicembre 2016.