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Recesso fideiussione

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Il recesso della fideiussione è l’atto giuridico mediante il quale un soggetto ha la possibilità giuridica di uscire da un contratto quale, ad esempio, polizza fideiussoria, precedentemente stipulato presso un ente assicurativo, bancario o finanziario, incaricato di stipulare l’atto.


 

Il recesso da fideiussioni, cauzioni o altre tipologie di garanzie fideiussorie, sono previste e legittimate nel caso in cui sia comprovata, da parte del soggetto creditore, una condotta ritenuta inappropriata, colposa e intenzionale.

 

Tale comportamento, ritenuto malevolo e contrario al dovere giuridico stipulato in sede di stipulazione della polizza fideiussoria, andrà a rendere possibile la perdita risolutiva del diritto di surrogazione dell’ente fideiussore verso i diritti spettanti al soggetto debitore.

 

In caso di revoca della fideiussione, l’ente fideiussore è comunque responsabile per il debitore e per ulteriori impegni constatati tra soggetto debitore e soggetto creditore al momento in cui la cauzione venga rescissa.

 

L’iter burocratico previsto per avviare la pratica di recesso della fideiussione prevede che il soggetto intenzionato a rendere attivo il recesso della fideiussione è tenuto a comunicare tale proposito mediante invio del modello predefinito per il recesso della fideiussione a l’ente fideiussorio e la controparte.

Tale comunicazione deve avvenire mediante invio di lettera raccomandata.

 

Tale prassi è generalmente approvata dalla maggior parte delle agenzia assicurative e bancarie. E’ comunque consigliabile verificare presso l’agenzia in questione, l’esattezza dell’iter previsto per tale tipologia di uscita dal contratto.

 

Il codice giuridico italiano, disciplinando il recesso dai contratti fideiussori, isola tre cause possibili:

 

  1. mediante l’art. 1955, viene descritto il caso in cui il creditore non validare la surrogazione del fideiussore “nei diritti, nel pegno, nelle ipoteche e nei privilegi del creditore”;

 

  1. mediante l’art 1956, il creditore privo del consenso del fideiussore, facendo credito al debitore  e riconoscendo le sue pessime condizioni patrimoniali, può con il suo comportamento, portare alle rescissione della fideiussione;

 

  1. mediante l’art. 1957 che disciplina il caso in cui il creditore non presentando istanza nei confronti del debitore il termine previsto di sei mesi dal termine della fideiussione, non rende nota il proposito di mantenere effettiva la polizza fideiussoria.