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Polizza fideiussoria per visto turistico

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Quando si parla di polizza fideiussoria per visto turistico c’è un susseguirsi di interrogativi che, talvolta, rendono poco chiare, tanto la sua utilità, quanto la sua ragion d’essere.

 

Prima di tutto, va precisato che la fideiussione non è altro che il documento che gli stranieri devono esibire, nel momento in cui richiedono il visto turistico presso il consolato o anche l'ambasciata italiana situata nel paese da cui provengono.

 

Questa tipologia di contratto nasce con il preciso scopo di garantire che lo straniero sia nelle condizioni economiche adeguate per soggiornare in Italia o, comunque, nello spazio Schengen. Va da sé, quindi, che l’erogazione della fideiussione per visto turistico può avvenire solo su richiesta di cittadini di nazionalità italiana o anche straniera che abbiano, tuttavia, un permesso di soggiorno regolare e che pongano, “l’ospite”, in condizione di ricevere lo stesso.

 

Vi sono, tra le altre cose, vari enti preposti alla somministrazione del contratto in esame: istituti di credito, assicurazioni o anche società finanziarie. Dunque, questo contratto postula la partecipazione di tre parti: il beneficiario, cioè l’immigrato che si avvale della garanzia fideiussoria; l’ente che eroga il contratto e, infine, il contraente, ossia chi si propone di invitare o ospitare lo straniero di cui, chiaramente, ne garantisce il sostentamento economico.

 

Ma quand’è che è necessaria la fideiussione per visto turistico? Quando, ad esempio, uno straniero giunge in Italia per motivi di studio. È suo dovere, infatti, comprovare di avere a disposizione i mezzi economici necessari per il soggiorno. Ciò si pone alla base non solo della richiesta del visto presso l’ambasciata italiana, ma anche dell’ingresso nel paese, in cui è possibile soggiornarvi fino a un massimo di 12 mesi.

 

Stesso discorso vale anche per il soggiorno a sfondo turistico che però, in questo caso, non può prolungarsi per più di 90 giorni. Per dimostrare di avere gli strumenti economici indispensabili, poi, vi sono tanti modi. Innanzitutto, si possono esibire denaro liquido, documenti che attestino il diritto al credito, contratti bancari o assicurativi o, comunque, prove che documentino fonti di guadagno in Italia. A tal proposito, vi sono casi in cui le ambasciate italiane, come condizione per il rilascio del visto, pongono “solamente” una polizza fideiussoria bancaria o assicurativa.

 

Sia l’una che l’altra, infatti, sono in grado di garantire la disponibilità delle condizioni postulate. Se, poi, lo straniero non dovesse disporre di un sostentamento proprio sufficiente, può capitare che il contraente firmi, a nome suo, una fideiussione bancaria come anche una polizza. Ad ogni modo, la fideiussione visto turistico extracomunitari deve essere presentata al confine congiuntamente al passaporto. Solo in questo caso, sarà garantirà allo straniero la possibilità di soggiornare in Italia.