0362 1900813 Faq | Glossario | Guida Fideiussioni | Guida Appalti | Mappa Sito Area riservata

Varianti in corso d'opera, le novità nel Decreto Renzi

Richiesta Preventivo Gratuito

Compila il modulo con i tuoi dati per ricevere dettagli ed aggiornamenti.



Lette le Condizioni d'uso e l’Informativa privacy dichiaro:

di aver acquisito su supporto durevole la documentazione informativa di legge.*

di acconsentire al trattamento dei miei dati per l’invio, da parte di Fit srl Società Benefit, di comunicazioni commerciali relative a prodotti e servizi di Fit srl Società Benefit o di terzi, e per lo svolgimento di ricerche di mercato, via email, sms o posta, come descritto al punto 2 (c) della informativa

di acconsentire alla cessione dei miei dati personali, da parte di Fit srl Società Benefit, a soggetti che operano nelle seguenti categorie merceologiche: assicurazioni, intermediazione assicurativa, abbigliamento, arredamento, attrezzature e macchine per ufficio, automotive, editoria, elettronica, formazione, immobiliare, impiantistica, beni di largo consumo, orologeria e articoli di lusso, promozione turistica, servizi alle imprese, servizi internet e informatica, telefonia fissa e mobile, per finalità di marketing degli stessi, come descritto al punto 2 (d) della informativa.



Il d.l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito nella legge 11 agosto 2014, n. 114, introduce alcune importanti novità in materia di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, collimate con la soppressione dell'AVCP e con il trasferimento di tutte le funzioni e le competenze (e poteri sanzionatori rafforzati) in capo all'ANAC.

Ebbene, all'interno del corredo normativo che ha traghettato tale migrazione sostanziale, è stata altresì stabilita una norma di controllo rafforzato sulle varianti in corso d'opera. All'art. 37 del citato provvedimento viene infatti previsto che per gli appalti pari o superiori alla soglia comunitaria, le varianti in corso d'opera di cui all'art. 132, comma 1, lettere b), c) e d) del codice dei contratti, che superino il 10% dell'importo originario del contratto, debbano essere trasmesse all'ANAC entro 30 giorni dall'approvazione, da parte della stazione appaltante, e unitamente al progetto esecutivo, all'atto di validazione e ad una apposita relazione da parte del responsabile del procedimento, affinchè la stessa Autorità possa procedere alle valutazioni e agli eventuali provvedimenti di competenza.

Articolo 132 comma 1 - Codice degli Appalti

Art. 132

Varianti in corso d'opera
(artt. 19, comma 1-ter, e 25, legge n. 109/1994)

Vedi Art. 37 (1), d.l. 24 giugno 2014, n. 90 convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto  2014,  n.114) (Trasmissione ad ANAC delle varianti in corso d'opera)

1. Le varianti in corso d'opera possono essere ammesse, sentito il progettista e il direttore dei lavori, esclusivamente qualora ricorra uno dei seguenti motivi:

a) per esigenze derivanti da sopravvenute disposizioni legislative e regolamentari;

b) per cause impreviste e imprevedibili accertate nei modi stabiliti dal regolamento, o per l'intervenuta possibilità di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento della progettazione che possono determinare, senza aumento di costo, significativi miglioramenti nella qualità dell'opera o di sue parti e sempre che non alterino l'impostazione progettuale;

c) per la presenza di eventi inerenti alla natura e alla specificità dei beni sui quali si interviene verificatisi in corso d'opera, o di rinvenimenti imprevisti o non prevedibili nella fase progettuale;

d) nei casi previsti dall'articolo 1664, comma 2, del codice civile;


(1) Testo art. 37

1. Fermo restando quanto previsto in merito agli obblighi di comunicazione all'Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture previsti dall'articolo 7 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, per gli appalti di importo pari o superiore alla soglia comunitaria, le varianti in corso d'opera di cui all'articolo 132, comma 1, lettere b), c) e d), del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, di importo eccedente il 10 per cento dell'importo originario del contratto sono trasmesse, unitamente al progetto esecutivo, all'atto di validazione e ad apposita relazione del responsabile del procedimento, all'ANAC entro trenta giorni dall'approvazione da parte della stazione appaltante per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti di competenza.
2. Per gli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria, le varianti in corso d'opera di cui all'articolo 132 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, sono comunicate all'Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, tramite le sezioni regionali, entro trenta giorni dall'approvazione da parte della stazione appaltante per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti di competenza dell'ANAC. In caso di inadempimento si applicano le sanzioni previste dall'articolo 6, comma 11, del citato codice di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006.

Articolo 132 Codice Civile - Leggi normativa completa

 

Varianti in corso d'opera per appalti superiori a soglie comunitarie

varianti opera appalti pubblici articolo 132.jpgPer gli appalti che invece non risultano essere pari o superiori alle soglie comunitarie, le varianti in corso d'opera saranno comunicate direttamente all'Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, attraverso le sezioni regionali, e sempre entro il termine ultimo di 30 giorni dall'approvazione della stazione appaltante per le valutazioni e per gli eventuali provvedimenti di competenza dell'ANAC.

Sul perchè il legislatore abbia voluto applicare una stretta ulteriore sulle varianti, vi sono invero pochi dubbi: oltre alla necessità di compiere un generico monitoraggio sulle principali fasi del lavoro, il provvedimento punta indirettamente a scongiurare i meccanismi di aggiudicazione delle gare che sono determinati da ribassi eccessivi (poi compensati con le somme che vengono recuperate proprio in seguito alle varianti in corso d'opera che, in tal senso, potrebbero "celare" degli episodi di corruzione).

Se quanto sopra è vero, bisogna altresì cercare di compiere un ulteriore passo in avanti al fine di comprendere se sia concretamente verificabile l'utilizzo delle varianti in corso d'opera quale leva (principale o secondaria) di corruzione. Al fine di condurre ad un autonoma risposta, può essere utile ricordare tre diversi profili di analisi.

In primo luogo, seppur non sia questa la sede di un simile approfondimento, potrebbe essere utile ricordare che l'imprenditore possiede altre armi, forse più efficaci, per cercare di recuperare le somme che sono state sacrificate a causa di ribassi eccessivi (a loro volta utili per potersi aggiudicare la gara): le riserve e i riconoscimenti al collaudo rappresentano solamente due delle ipotesi presenti all'interno del ventaglio di scelte.

In secondo luogo, la normativa sembra potersi applicare esclusivamente ai piccoli appalti e non - di contro - alle grandi opere pubbliche che pure hanno destato grave scalpore. Giova rammentare, in merito, che i lavori dell'Expo 2015 e del Mose sono stati assegnati con procedure in deroga al Codice dei contratti. Lo stesso dicasi per tutti i settori che sono esclusi dalla nuova normativa sul contratto sulle varianti (si pensi a quello della Difesa).

Infine, si tenga in debita considerazione che il provvedimento si riferisce alle varianti che rietrano in una delle fattispecie previste dall'art. 132, comma 1 del citato provvedimento, alle lettere b), c) e d). Ebbene, le varianti di cui alla lettera b), relative alle cause "impreviste e imprevedibili", sono già senza aumento di costo, mentre le varianti di cui alle lettere c) e d) sono relative alla presenza di eventi inerenti alla natura e alla specificità dei beni sui quali si interviene o di rinvenimenti imprevisti o non prevedibili in fase progettuale, e alla difficoltà di esecuzione derivante da cause geologiche, idriche o simili.