Soppressione AVCP, il Decreto Renzi cambia la vigilanza sui contratti pubblici

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Il 13 giugno 2014 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge di Riforma della Pubblica amministrazione e dell’Anticorruzione, dando il via libera alla soppressione dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici, la cui efficacia operativa – già di per sè considerata piuttosto aleatoria negli anni passati – è stata messa a durissima prova dagli scandali legati ai lavori dell’Expo e del Mose.

Il nuovo sito ANAC (ex sito AVCP) è http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/

E così, con un art. 15 che lasciava invero ben poco spazio alla fantasia (essendo rubricato “Soppressione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, e definizione delle funzioni dell’Autorità nazionale anticorruzione”), il governo ha scelto di dare l’addio alla vecchia struttura dell’AVCP, conducendo funzioni, competenze e poteri sanzionatori in capo all’ANAC, con a capo Raffaele Cantone in qualità di Presidente (e commissario straordinario della decadente AVCP ).

Con tale intervento normativo era stato altresì previsto che entro il 31 dicembre 2014 il Commissario straordinarioa presentasse al Presidente del Consiglio dei Ministri un piano per la soppressione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, contemplando il trasferimento delle funzioni di vigilanza e delle risorse umane e finanziarie in capo all’Autorità nazionale anticorruzione, l’attribuzione di tutte le attività consultive e di quelle relative al pre-contenzioso al Ministero delle infrastrsuttura e dei trasporti, la riduzione di almeno il 20% del trattamento economico accessorio del personale dipendente e la riduzione dei costi relativi al funzionamento della struttura per un importo di almeno il 20%.

Obiettivo dell’ANAC: prevenzione della corruzione negli appalti pubblici

Sostanzialmente, all’ANAC sono stati attribuite le stesse competenze precedentemente note all’AVCP in virtù di quanto definito nel Codice dei contratti pubblici, oltre alle funzioni di gestione della Banca dati nazionale sui contratti pubblici. Il tutto, con un approccio che punta all’accentramento delle funzioni di vigilanza sui contratti pubblici e di prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione in capo alla sola Autorità nazionale anticorruzione, rafforzata dall’attribuzione di nuovi poteri sanzionatori e di commissariamento degli appalti “sospetti”.

In altre parole, oltre al cambio di “insegna” nell’attribuzione delle competenze, all’ANAC sono stati altresì attribuiti maggiori poteri di intervento prima preclusi all’AVCP. Sulla cui fine, ad ogni modo, aleggiano forse delle opinioni ben più negative di quelle meritate: se infatti è pur vero che il de profundis sulla vita della precedente Authority è stato suonato dagli scandali Expo e Mose, è altrettanto verso che le opere dell’Expo furono affidate con un complesso regime di deroghe alla disciplina ordinaria del Codice degli appalti (varate dai precedenti Governi nell’auspicio di semplificare e velocizzare la realizzazione delle grandi opere) e che il modello giuridico del Mose ha poco a che vedere con le procedure ordinarie delle gare d’appalto (essendo legato alla presenza di un concessionario unico).

Il decreto diventa “legge”

Equità, compensi pubblici, anticorruzione, semplificazioni ed efficienza con mobilità. Con si’ definitivo della Camera dei deputati il decreto “Madia” sulla Pubblica amministrazione è diventato legge. I voti a favore sono stati 303, 163 i contrari, 9 gli astenuti.

Comunicato completo sul sito del governo

Insomma, sebbene sia certamente premautro esprimere un commento sostanziale sul “successo” della decadenza dell’AVCP in favore dell’ANAC, ci si può legittimamente domandare se il “sacrificio” della precedente Autorità abbia o meno avuto i contorni della giusta “sanzione” per quanto accaduto al suo interno. L’impressione è che, modifiche di attribuzione delle competenze a parte, la battaglia più incisiva sul fronte del contrasto alla corruzione la si possa avere soprattutto in sede di recepimento delle nuove Direttive Comunitarie: una battaglia che si giocherà nei prossimi mesi, e che produrrà i suoi frutti solamente dal prossimo anno.