Gare di progettazione: operativo il Decreto BIM


Il meccanismo delle gare di progettazione in Italia fatica ancora a funzionare a pieno regime. Sebbene infatti il nuovo Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) sia in vigore già da due anni, mancano ancora all’appello diversi decreti attuativi necessari alla sua piena operatività. Lo ha dichiarato il Ministero delle infrastrutture con una recente nota informativa che ha fatto il punto sulla situazione, ben lontana dal previsionale redatto due anni fa.

Tra le poche note di merito che si evincono dal documento, va sicuramente citato il decreto n. 560 del 1 dicembre 2017, il cosiddetto “Decreto Bim” adottato lo scorso 12 gennaio e divenuta operativo a partire dal 27 dello stesso mese. La nuova normativa definisce le modalità e i tempi di progressiva introduzione, da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici, dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche. 

Obbligatorietà e adeguamento

L’entrata in vigore del decreto non coincide infatti con quella dell’obbligatorietà del BIM. L’obbligo dell’utilizzo scatterà dal 1° gennaio 2019 per gli appalti di importo pari o superiore ai 100 milioni di euro. Poi ci sarà un adeguamento progressivo (anno per anno) fino all’implementazione obbligatoria del BIM anche per gli appalti inferiori a 1 milione dal 2025.

Nonostante gli investimenti e i costi che preoccupano la Pubblica Amministrazione, si tratta di un intervento sicuramente utile nel perseguimento di una migliore qualità dei progetti e delle opere, in quanto, attraverso la digitalizzazione del settore delle costruzioni, si apportano benefici alla spesa pubblica e ai prodotti immobiliari o infrastrutturali e si rende più efficiente l’operato degli addetti ai lavori.

Cos’è il BIM?

Il BIM è innanzitutto un metodo di progettazione collaborativo poiché permette di integrare in un unico modello le informazioni utili in ogni fase della progettazione: architettonica, strutturale, impiantistica, energetica e gestionale. Tutti possono utilizzarlo dagli impiantisti agli architetti, dal costruttore al collaudatore, dal progettista al manutentore.

Grazie alla metodologia BIM l’edificio viene infatti “costruito” con un modello virtuale con la collaborazione di tutti gli attori coinvolti prima della realizzazione fisica e non si limita a informazioni visive o rendering, ma specifica le funzionalità e le prestazioni di ogni oggetto presente nel progetto o dell’intero edificio elaborato. Con un notevole risparmio di tempo, soldi e errori

Quali sono i vantaggi?

Stando ad alcuni studi recentemente pubblicati, questo tipo di progettazione innovativa consente infatti di risparmiare fino al 10% delle spese di gestione, abbattendo il ricorso alle varianti e prevedendo per tempo le manutenzioni necessarie. Senza contare che la progettazione BIM garantisce maggiore efficienza e produttività, meno errori, maggiore interoperabilità, massima condivisione delle informazioni, un controllo puntuale e coerente di tutto il progetto.

Ma come si utilizza il BIM? Quali sono i veri vantaggi di questa innovativa metodologia? E come ci si adegua alla normativa vigente? Per rispondere a queste domande divenute ormai imprescindibili a fronte delle novità istituzionali, Tuttocauzioni.it ha preparato una specifica guida che ti accompagnerà, passo dopo passo, nel percorso di conoscenza e assimilazione di quelli che sono i principi fondamentali del BIM e della sua implementazione. 

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