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Appalti verdi, siglata intesa tra Anac e Ministero dell'Ambiente

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Il Ministero dell’Ambiente e l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) hanno siglato un protocollo di intesa per garantire la sostenibilità ambientale degli acquisti delle Pubbliche Amministrazioni.

Con esso le parti si impegnano a collaborare, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze istituzionali, al fine di garantire il rispetto delle norme del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 in materia ambientale.

La collaborazione riguarderà in particolare questi tre ambiti:

  1. il monitoraggio e la vigilanza sull’applicazione dei criteri ambientali minimi (CAM) adottati ai sensi del Piano d’azione nazionale sugli acquisti verdi della Pubblica Amministrazione (Green Public Procurement - GPP);
  2. la condivisione di atti di indirizzo, linee guida, clausole-tipo per bandi e capitolati;
  3. sviluppo di attività di formazione per i funzionari della Pubblica Amministrazione.

La collaborazione garantirà altresì la corretta applicazione delle indicazioni contenute nel Codice Appalti sull’obbligo di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

Scarica qui il protocollo d'intesa siglato dal Ministero dell'Ambiente e dall'Anac

Codice Appalti e CAM

Per Criteri Ambientali Minimi (CAM) si intendono quei requisiti ambientali necessari a configurare la migliore soluzione progettuale, la migliore scelta dei prodotti o dei servizi in vista di un'attività edilizia che rispetti le normative in termini di sostenibilità ambientale ai fini della stabilità dell'ecosistema. Il Nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs n.50 del 18 aprile 2016, articolo 34) ha reso obbligatorio l'inserimendo dei CAM all'interno delle documentazioni necessarie per la partecipazione alle gare d'appalto pubbliche.

Alla base della loro introduzione, la volontà di raggiungere una serie di obiettivi:

  • l’efficienza nell’uso dei materiali e dell’energia;
  • la riduzione dei rifiuti prodotti e la massimizzazione del riutilizzo dei materiali riciclati;
  • la riduzione dell’uso di sostanze pericolose;
  • la promozione dell’innovazione tecnologica con il conseguente miglioramento della competitività delle imprese italiane;
  • la razionalizzazione della spesa pubblica in una logica che tiene conto non solo del prezzo di acquisto dei diversi beni o servizi, ma del costo dell’intero ciclo di vita, che comprenda anche i costi sostenuti dovuti all’uso dei prodotti, i costi per il loro smaltimento a fine vita e i costi dovuti agli effetti sull’ambiente.

Per approfondire l'argomento, scopri la nostra guida Gli appalti verdi. La bioedilizia e i Criteri Ambientali Minimi